occuparsi inutilmente di cose che possano tralasciare l'amarezza dei tuoi respriri, ha forse senso?
mi sembra di danzare. un tango, forse: due passi avanti e uno indietro.
che questo continuo tornare sui propri passi, che questo continuo calpestare le stesse orme già calpestate, sia l'unico modo di andare avanti?
è come rintanarsi in una camera oscura, aspettando il momento per afferrare il primo bagliore.
eppure, di nuovo, mi ritrovo a fissare la mia ombra deforme, mentre cammino per le strade bagnate dalla pioggia.
sperare in qualcosa di nuovo? in qualcosa che sgorga solamente dalle mie cervella?