
Credo che la nostalgia sia come un mostro. Una creatura pelosa e famelica, carnivora dai denti aguzzi, desiderosa di sangue e sogni infranti.
Presumo che questo vuoto che sento, sia la strada che s'è scavato attraverso la mia carne.
Le mie mani fremono, le gambe vacillano, la testa è pesante e la pelle è ormai fredda.
Il cuore si è fermato.
Di me cosa rimane? Un corpo privato dell'anima, denutrito dell'essenza, avvilito dallo sconforto e dalla solitudine.