Rovistando in questo cassetto di ricordi, sento un giradischi ammaccato che spezza note dalla languida sinfonia.
Le note sgretolate crollano sconsolate, frantumandosi al suolo in mille pezzi.
Bambole di porcellana dal funereo pallore mi sorridono, tendendomi un leccalecca dallo sgargiante color sangue.
Pupazzi riempiti d'ovatta mi punzecchiano la carne con maledetti spilli.
Il Destino mi ha donato un corpo simile a quello delle sventurate note: vitreo e cristallino, limpido e trasparente come acqua marina: splendido, dal frivolo e inconsistente bozzolo.
Fin troppo bene vi si può scrutare nelle viscere, fin troppo facilmente si può fracassare.
25 ottobre, 2010
18 ottobre, 2010
extremely loud and incredibly close.
E' un continuo desiderare, anelare all'infinito qualcosa di più.
Tradizionalista e moderno al contempo, vorrei spiccare il volo.
Le tue possenti braccia mi trattengono qui, come un macigno saldato al suolo che tanto mi disgusta.
Come una piuma, non aspetto altro che una folata di vento per disperdermi in una brezza celestiale.
Vivo qui, attaccato ad un cordone ombelicale, a te. Tremendamente vicino, così tanto da non sentire il tuo tepore.
Vivo dentro te, difeso da questo senso di inutilità totale.
Tradizionalista e moderno al contempo, vorrei spiccare il volo.
Le tue possenti braccia mi trattengono qui, come un macigno saldato al suolo che tanto mi disgusta.
Come una piuma, non aspetto altro che una folata di vento per disperdermi in una brezza celestiale.
Vivo qui, attaccato ad un cordone ombelicale, a te. Tremendamente vicino, così tanto da non sentire il tuo tepore.
Vivo dentro te, difeso da questo senso di inutilità totale.
04 ottobre, 2010
la vie a un goût de la victoire.
Corro su sogni vuoti.
Inseguo uno scarno corpo dalle braccia accoglienti e macilente, come spilli, m'incidono la pelle, mi penetrano la carne.
Eppure il tuo abbraccio è così tremendamente dolce, così familiare.
Il tuo tepore mi scalda ricevendomi fra le tue spigolose membra.
Come un edera questo disagio mi avvolge. Radicata nell'anima, una cappa che soffoca la psiche.
M'hai agguantato il cuore in una morsa bestiale, tanto straziante quanto la dolce sensazione che questo muscolo denutrito e stanco sperimenta ogni qualvolta degusta amari e vitrei sogni.
Inseguo uno scarno corpo dalle braccia accoglienti e macilente, come spilli, m'incidono la pelle, mi penetrano la carne.
Eppure il tuo abbraccio è così tremendamente dolce, così familiare.
Il tuo tepore mi scalda ricevendomi fra le tue spigolose membra.
Come un edera questo disagio mi avvolge. Radicata nell'anima, una cappa che soffoca la psiche.
M'hai agguantato il cuore in una morsa bestiale, tanto straziante quanto la dolce sensazione che questo muscolo denutrito e stanco sperimenta ogni qualvolta degusta amari e vitrei sogni.
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