27 gennaio, 2011

nelle stanze vuote.




E' spesso l'eco stridente che ammutolisce, che spegne gli spiriti.

Maledetta, maledetta Eco. Che mai hai fatto di male?
Le tue note struggenti di passione mi perplimono: per chi canti, se nessuno può udirti?
Sfortunato colui che non può sentir le tue grida desiderose d'amore, che non può sentir le tue moine succulente; eppure, l'innocuo amante ode il fragore delle tue lacrime sconsolate.
Ormai distrutte e assorbite dall'assetato suolo, un candido fiore di smeraldi e diamanti sboccia fra le grigie e frastagliate pietre grezze.

Un patto, un sigillo del tuo eterno amore per colui che non può vedere, che non può toccare?


20 gennaio, 2011

until the heart explodes.




Ti scruto attentamente, attendo che le tue labbra si schiudano per un misero alito di verità.

Cosa c'è? Cosa vedo nei tuoi occhi?

La mezzaluna delle tue labbra, il pallore del tuo volto, la ricchezza delle tue labbra; tutto è un tempestoso mare in cui dolcemente affogo.

Mi perdo nell'infinito del tuo sguardo; precipito nella voragine dei tuoi pensieri malinconici.

Cosa c'è nei tuoi occhi ormai bagnati? Perché le crudeli lacrime ti solcano il viso?

Lascia che le tue guance trovino conforto dalle mani, lasciati leccar via le lacrime meschine, apri a me il tuo cuore nel momento in cui tristemente esplode.



07 gennaio, 2011

heart's weight.






Annaspando nel buio cerco il tuo subdolo e ambiguo contorno carico di splendore.
Dai tuoi occhi cristallini fuoriescono zampilli di sogno che illuminano a giorno il bucolico ambiente che abbraccia le tue nude e fredde membra.
Dal tuo polso sfregiato erompono cremisi fiotti che schizzano sul candido pavimento;
affondo in quel mare di amore le dita che affannosamente porto alle labbra,
assaporandone l'affetto, trangudiandoti l'essenza,
leccando ciò che è mio.


02 gennaio, 2011

fleur languissante.





''Soprattutto quando ero bambino, la noia assumeva forme del tutto oscure a me stesso e agli altri, che io ero incapace di spiegare e che gli altri, nel caso di mia madre, attribuivano a disturbi della salute o altri simili cause.'' La noia - Alberto Moravia