Pensieroso quanto silenzioso, immagino una vita senza pinne, rimanendo immobile sul fondale, fissando le increspature provocate dal vento sull'acqua.
Non ci son suoni, non ci sono odori, se non la corrente che mi carezza dolcemente, mi culla come un caldo abbraccio.
Vorrei qualcosa di più, vorrei esser trattenuto dal tepore di braccia comprensive, amorevoli, innocue.
Tendendo le bianche braccia afferro il vuoto, accaparrandomi un forte senso di solitudine che si stanzia nel mio cuore, struggendomi, dilaniandomi dall'interno.
Dall'animo mortale, il mio destino è segnato.
Trecento anni qui, dondolato fra le correnti e le angosce che il cuore annacquato subisce; il mio corpo decomposto diverrà schiuma, destinato al volere delle onde.
Per scampare a questo destino crudele mi taglierei la lingua donandoti la mia voce, estirperei le squame con coltelli affilati, ti donerei il mio cuore afflitto.
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