
C'è una sorta di perfezione nella tristezza.
Se solo potessi distillare dai tuoi occhi l'essenza, come un nastro ti stringerei stretto al cuore tanto da non respirare, vivendo dei tuoi respiri, dei tuoi tiepidi battiti.
Un semplice tocco, l'inizio.
T'ho tenuto sveglio nel mezzo della notte fra le lenzuola stropicciate per sentire ancora una volta le tue dita d'argento sfiorarmi le labbra, per cullarti, per prendermi cura del tuo cuore.
Dai, stella cadente, mi rifiuto di farti morire.
Troppe volte quell'idea m'è sbiadita dagli occhi; ora t'immagino qui: con la nuca poggiata sulla mia coscia e con la mia camicia sporca di vernice, mentre leggo parole d'amore dal mio libro preferito.
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