04 ottobre, 2010

la vie a un goût de la victoire.

Corro su sogni vuoti.
Inseguo uno scarno corpo dalle braccia accoglienti e macilente, come spilli, m'incidono la pelle, mi penetrano la carne.
Eppure il tuo abbraccio è così tremendamente dolce, così familiare.
Il tuo tepore mi scalda ricevendomi fra le tue spigolose membra.
Come un edera questo disagio mi avvolge. Radicata nell'anima, una cappa che soffoca la psiche.

M'hai agguantato il cuore in una morsa bestiale, tanto straziante quanto la dolce sensazione che questo muscolo denutrito e stanco sperimenta ogni qualvolta degusta amari e vitrei sogni.

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