27 gennaio, 2011

nelle stanze vuote.




E' spesso l'eco stridente che ammutolisce, che spegne gli spiriti.

Maledetta, maledetta Eco. Che mai hai fatto di male?
Le tue note struggenti di passione mi perplimono: per chi canti, se nessuno può udirti?
Sfortunato colui che non può sentir le tue grida desiderose d'amore, che non può sentir le tue moine succulente; eppure, l'innocuo amante ode il fragore delle tue lacrime sconsolate.
Ormai distrutte e assorbite dall'assetato suolo, un candido fiore di smeraldi e diamanti sboccia fra le grigie e frastagliate pietre grezze.

Un patto, un sigillo del tuo eterno amore per colui che non può vedere, che non può toccare?


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